La società, in effetti, ha bisogno di artisti, come ha bisogno di scienziati, di tecnici, di lavoratori, di professionisti, di testimoni della fede, di maestri, di padri e di madri, che garantiscano la crescita della persona e lo sviluppo della comunità attraverso quell'altissima forma di arte che è «l'arte educativa ». Nel vasto panorama culturale di ogni nazione, gli artisti hanno il loro specifico posto. Proprio mentre obbediscono al loro estro, nella realizzazione di opere veramente valide e belle, essi non solo arricchiscono il patrimonio culturale di ciascuna nazione e dell'intera umanità, ma rendono anche un servizio sociale qualificato a vantaggio del bene comune. (…) C'è dunque un'etica, anzi una « spiritualità » del servizio artistico, che a suo modo contribuisce alla vita e alla rinascita di un popolo.” (Giovanni Paolo II – Lettera agli artisti, 1999)
La formazione di una più matura identità europea passa anche attraverso un’efficace trasmissione di conoscenze e tradizioni, in una parola attraverso la condivisione di una cultura che, assieme alle imprescindibili diversità, sottolinei il comune filo d’oro garante dell’appartenenza europea.
In quest’ottica, i mezzi e i linguaggi usati nel processo di trasmissione assumono un’importanza rilevante, tenendo conto, soprattutto, che il primo e principale interlocutore del Centro Europeo Risorse Umane è il mondo giovanile.
Da alcuni anni perciò, l’arte, la lingua universale per eccellenza, è diventata materia prima nelle attività del C.E.R.U., il quale si propone sempre più come centro produttivo in molte discipline che spaziano dalla musica allo spettacolo, dai festival alla discografia. Una simbolica “casa”, nella quale artisti di varie nazionalità, giovani in particolare, possano trovare comprensione e sostegno, valorizzazione e sviluppo. E’ un progetto che, pur conscio delle sue proporzioni, attinge a piene
mani a una concezione di ampissimo respiro, quale è quella della funzione formativa dell’arte. |
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